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Bomba nel ristorante italiano a Mosca: 5 morti, tra loro l’attentatrice

Sale a 5 il bilancio dei morti nell’attentato al ristorante italiano Balzi Rossi di Mosca: l’ambasciata russa accusa Kiev.

Bomba nel ristorante italiano a Mosca: 5 morti, tra loro l'attentatrice

Sale a cinque il numero delle vittime dell’attentato compiuto l’1 agosto al ristorante italiano Balzi Rossi di Mosca. Due dei feriti ricoverati in ospedale sono morti nelle ore successive all’esplosione, portando così il bilancio complessivo a cinque morti e diciannove feriti, come riferiscono i media russi e ricostruisce Open.

Tra le vittime c’è anche l’esecutrice materiale dell’attentato: una donna che, secondo la ricostruzione riportata, avrebbe introdotto un ordigno artigianale all’interno del locale durante quella che era una cena privata. Il ristorante, con una terrazza affacciata su Piazza Kudrinskaya, era chiuso al pubblico per un evento riservato: una festa per un generale, con numerose auto con targa nera – quelle riservate ai militari – parcheggiate fuori dal locale. Lo chef del ristorante è italiano.

L’accusa dell’ambasciata russa

Sulla vicenda è intervenuta l’ambasciata russa in Italia, che ha puntato il dito contro «i terroristi ucraini», accusati di aver scelto deliberatamente un ristorante italiano per un motivo preciso: «intimidire gli italiani che lavorano in Russia, far intendere che anche loro sono nel mirino e possono in qualsiasi momento essere le prossime vittime di questi mascalzoni», si legge nella nota diffusa dalla diplomazia di Mosca. Va detto con chiarezza, e va detto subito: al momento non risultano prove pubbliche a sostegno di questa ricostruzione, e la responsabilità dell’attacco resta da accertare.

La guerra che non finisce di mietere vittime

Che dietro l’attentato ci sia o meno la mano ucraina, resta un fatto difficile da ignorare: a più di due anni dall’inizio del conflitto, la guerra continua a produrre morti anche lontano dal fronte, colpendo civili, cuochi, camerieri, ospiti di una cena che con le trincee non avevano nulla a che fare. È esattamente lo scenario che chi in Italia continua a chiedere altre armi e altri fondi per Kiev dovrebbe avere il coraggio di guardare in faccia: ogni mese di guerra in più significa altre bombe, altri ordigni, altre vittime che si aggiungono a un conflitto che si trascina senza una prospettiva reale di soluzione.

Politics on Air lo ripete da tempo: servono subito una trattativa e un cessate il fuoco, non nuove spedizioni militari pagate con i soldi dei contribuenti italiani. Le sanzioni contro Mosca hanno colpito duramente le bollette e le imprese italiane senza fermare la guerra di un solo giorno; continuare su questa strada significa solo prolungare l’agonia, con altri morti da contare, come quelli di ieri sera in un ristorante che di italiano aveva anche il nome.