La Guardia Civil spagnola ha arrestato a Ceuta Chakib Achatoui, gemello di Chakir Achatoui, arrestato appena 27 giorni prima, il 14 agosto, nella stessa città autonoma spagnola. Lo riporta OKdiario.
Entrambi i fratelli erano stati condannati e già espulsi in Marocco dieci anni fa, con divieto assoluto di rientrare in territorio spagnolo. Le autorità spagnole li considerano, insieme alla loro famiglia, “un pericolo per la sicurezza nazionale”. I due gemelli si erano infiltrati a Ceuta durante l’ondata di ingressi irregolari del 30 e 31 luglio, approfittando del caos alla frontiera per rientrare in territorio spagnolo nonostante il divieto.
La famiglia Achatoui era già nel mirino dei servizi di intelligence dal 2014, dopo che il fratello maggiore dei gemelli era morto combattendo per il gruppo islamista radicale Ahrar Al Sham. Espulsa dalla Francia, la famiglia si era stabilita a Badalona, e il 31 marzo 2015 gli investigatori tornarono a bussare alla loro porta: Chakib e Chakir avevano in programma di partire il giorno successivo per unirsi all’ISIS.
La polizia arrestò allora l’intero nucleo familiare, compresa la madre, Rhimou, che percepiva una pensione dai terroristi come compenso per la morte in combattimento del figlio maggiore. L’Audiencia Nacional condannò i gemelli nel dicembre 2016 a 18 mesi di regime chiuso per associazione con organizzazione terroristica, seguiti da altri due anni di libertà vigilata; anche la madre fu condannata a due anni di carcere. Nel 2018 tutti e tre furono espulsi in Marocco, dove si erano stabiliti a Tetuán.
Chakir è stato identificato tramite immagini e rintracciato dalla Polizia Nazionale il 14 agosto, poi espulso immediatamente. Chakib è stato individuato quasi un mese dopo dalla Guardia Civil durante un controllo mirato alla ricerca di jihadisti: il suo precedente è emerso subito dal database, ed è stato consegnato alla Polizia Nazionale, che lo espellerà con procedura urgente nelle prossime ore. Entrambi saranno accusati anche di violazione della condanna per essere rientrati in Spagna nonostante il divieto, il che estenderà di altri dieci anni il loro bando dal Paese.
Dall’invasione della frontiera del 30 e 31 luglio, Polizia Nazionale e Guardia Civil hanno arrestato in totale 14 jihadisti infiltrati a Ceuta durante l’ondata migratoria con l’intenzione di raggiungere la penisola spagnola.
Due gemelli condannati per terrorismo, espulsi con divieto di rientro, che sfruttano il caos di un assalto alla frontiera per tornare in Europa indisturbati: è la prova plastica che le espulsioni, senza un controllo reale dei confini, sono solo carta. Chi lascia che una frontiera venga travolta da migliaia di persone in 48 ore regala anche a chi rappresenta un pericolo per la sicurezza nazionale il varco che aspettava da dieci anni.



