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Ceuta, tre barconi intercettati: fermato patrone dopo la rissa

La Guardia Civil ferma tre imbarcazioni con 46 migranti partite da Ceuta verso la Spagna

Ceuta, tre barconi intercettati: fermato patrone dopo la rissa

La Guardia Civil spagnola ha intercettato nello Stretto di Gibilterra due imbarcazioni con a bordo 20 migranti partiti da Ceuta e diretti verso la penisola iberica. Poco dopo ha fermato anche il patrone di una terza imbarcazione, con altri 17 migranti a bordo, a poche miglia dalla costa di Ceuta, come riporta OKdiario.

La prima imbarcazione, individuata dal Servizio Marittimo dell’Instituto Armado nei pressi della frontiera di Benzú, nel nord-ovest di Ceuta, trasportava undici persone dirette verso le coste di Cadice. La seconda, con nove migranti, è stata localizzata ore dopo dagli stessi agenti a Santa Catalina, nell’estremità nord-orientale della città.

La terza imbarcazione, con 17 persone a bordo, è stata fermata a otto miglia dalla costa ceutí. Il patrone è stato arrestato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria: è entrato in carcere preventivo, si è avvalso del diritto a non rispondere e attende il processo per reati contro i diritti dei cittadini stranieri. L’operazione rientra nel dispositivo di sorveglianza delle coste disposto dopo l’ingresso massiccio di migranti irregolari a Ceuta il 30 e 31 luglio. Secondo OKdiario, le organizzazioni dedicate al traffico di migranti da settimane trasportano verso la penisola chi è entrato irregolarmente a Ceuta in quei giorni. I trafficanti recuperano gli invasori sulle spiagge della città con moto d’acqua e imbarcazioni semirigide Phantom dotate di motori potenti, per portarli soprattutto verso Cadice, nelle zone di Algeciras e Tarifa. Fonti di polizia non escludono che le stesse reti puntino anche a Barbate, alla Costa del Sol e ad Almería. Le tariffe richieste ai migranti si aggirano tra i 4.500 e i 5.000 euro a persona.

Sempre nella zona di Ceuta, la Polizia Nazionale e la Polizia Militare hanno arrestato un migrante nei pressi della frontiera di El Tarajal dopo una rissa scoppiata tra invasori. I residenti della zona raccontano a OKdiario che gli scontri tra migranti in quell’area sono ormai quasi quotidiani, e che chi staziona vicino al confine osserva costantemente il lato marocchino, come in attesa che accada qualcosa.

Un business che prospera sull’illegalità

Quello che emerge da Ceuta non è un’emergenza improvvisa ma un sistema organizzato: reti criminali che monetizzano l’ingresso irregolare trasformandolo in un servizio di trasporto a pagamento verso la Spagna continentale. Chi doveva fermare l’ingresso di massa del 30 e 31 luglio si trova oggi a inseguire i suoi effetti settimana dopo settimana, tra arresti di scafisti e risse tra migranti diventate normalità per chi vive a ridosso della frontiera. Il problema non è la presenza in sé di chi cerca una vita migliore, ma la resa dello Stato di fronte a mafie che hanno trasformato un confine europeo in una linea di produzione per il traffico di esseri umani.