La Policía Nacional spagnola ha arrestato a Ceuta tre immigrati irregolari entrati nella città con l’assalto alla frontiera dello scorso luglio, con l’accusa di occupazione abusiva di abitazione. I tre avevano occupato illegalmente tre case nella stessa zona della città autonoma da diverse settimane e si rifiutavano di lasciarle, come riporta OKdiario. Al momento dell’intervento della polizia non hanno opposto resistenza e sono stati messi a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Nelle stesse ore la polizia ha arrestato anche un altro immigrato, di nazionalità marocchina, per un presunto reato di molestie sessuali nei confronti di una donna avvicinata per strada in via Independencia, nel centro città, mentre si recava a una festa con il compagno.
Un caso separato riguarda invece un altro immigrato irregolare, anch’egli entrato a Ceuta durante l’assalto alla frontiera dello scorso mese, arrestato per aver tentato di rapinare un uomo anziano nei pressi delle strutture del Tarajal, come racconta OKdiario. L’uomo ha avvicinato l’anziano chiedendogli denaro; alla risposta negativa della vittima, che ha spiegato di non avere nulla con sé, lo ha minacciato fino a costringerlo a gridare aiuto. L’intervento di alcuni passanti ha messo in fuga l’aggressore, che è comunque stato riconosciuto dai testimoni.
L’impunità è durata meno di 24 ore: un vigilante di sicurezza che aveva assistito al tentativo di rapina lo ha riconosciuto il giorno successivo nei pressi di un bar cittadino e lo ha affrontato per bloccarlo. Durante la colluttazione l’uomo è riuscito a divincolarsi ed è fuggito verso il parcheggio nella zona alta della frontiera del Tarajal, scatenando un inseguimento. È stato infine intercettato da una pattuglia della Guardia Civil che transitava per caso nella zona e trattenuto fino all’arrivo della Policía Nacional. Al reato di tentata rapina con intimidazione si è aggiunta l’accusa di resistenza alle forze dell’ordine.
Sempre in questi giorni il governo di Ceuta ha chiesto alla Delegazione del Governo lo sgombero urgente dell’accampamento di migranti sorto sulla spiaggia di Benítez, a ridosso del muro dell’impianto di desalinizzazione che rifornisce d’acqua potabile la città: le baraccopoli nella zona hanno superato il centinaio di rifugi di fortuna.
Tre case occupate, una donna molestata per strada, un anziano minacciato: sono i frutti concreti di un assalto alla frontiera che il governo spagnolo continua a raccontare come gestibile. Chi ha lasciato che migliaia di persone entrassero in un colpo solo a Ceuta senza un piano per accoglierle o rimandarle indietro ha oggi la responsabilità diretta di ogni casa occupata e di ogni cittadino aggredito per strada.



