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Ceuta invasa da 50mila migranti: 67 morti, Sánchez incassa

Assalto di massa al confine spagnolo, 67 morti annegati e Sánchez si vanta dei rimpatri: la resa di Madrid all’immigrazione irregolare.

Ceuta invasa da 50mila migranti: 67 morti, Sánchez incassa

Sessantasette morti annegati, decine di migliaia di persone che in poco più di ventiquattro ore si sono gettate in mare per raggiungere Ceuta, e il governo spagnolo che si dichiara soddisfatto. È il bilancio di una delle crisi migratorie più gravi degli ultimi anni sul confine europeo, come riporta l’ANSA.

I cadaveri recuperati dalle squadre di soccorso al largo dell’enclave spagnola in territorio marocchino sono saliti a 67, secondo fonti della Delegazione del Governo confermate all’ANSA. Da inizio anno, nei sette mesi trascorsi, i morti nei tentativi di attraversamento a nuoto verso Ceuta sono già almeno 97.

Nella notte la tensione è esplosa anche nei centri di accoglienza. Decine di migranti accampati fuori dal Ceti, il centro di accoglienza temporanea ormai saturo, hanno abbattuto parte della recinzione nel tentativo di forzare l’ingresso, come racconta Open. La polizia nazionale ha dovuto istituire un cordone di sicurezza per riportare la situazione sotto controllo. Poco distante, vicino a una scuola, un migrante marocchino è stato accoltellato al costato durante una lite con un connazionale. Il Ceti non ha più posti: oltre 500 persone attendono ancora fuori, e l’ingresso è stato consentito soltanto a donne e bambini.

Sánchez festeggia, ma la falla è sua

Pedro Sánchez ha parlato di «attacco all’integrità territoriale della Spagna» e si è vantato che quasi il 97% dei migranti, oltre 48.300 persone, sarebbe già rientrato «volontariamente» in Marocco. Peccato che sia lo stesso premier ad aver lasciato scoperto il confine: come ricostruisce La Verità, la sentenza del Tribunale supremo spagnolo di tre settimane fa ha eliminato i respingimenti immediati via mare, e la visita di Sánchez in Algeria del 20 luglio ha irritato Rabat, che ha risposto allentando i controlli sul proprio confine meridionale.

Non è la prima volta: già nel 2021 un episodio simile era seguito a un gesto diplomatico spagnolo sgradito al Marocco. Il vicesegretario del Partito socialista unificato marocchino, Abdullah Abaakil, ha dichiarato a Le Monde che «le autorità marocchine hanno chiaramente lasciato passare» i migranti, usando la disperazione dei giovani come leva contro Madrid.

Il ministro dell’Interno finlandese Mari Rantanen ha scritto senza mezzi termini che «la Spagna ha completamente fallito nel proteggere il confine esterno dell’area Schengen». I sindacati di polizia denunciano che a Ceuta non è arrivato «un solo rinforzo», nonostante l’allarme fosse chiaro da giorni.

Questa è la fotografia di un’Europa che si illude di gestire l’immigrazione irregolare con sentenze buoniste e gesti diplomatici scriteriati, e poi si scopre travolta. Sánchez brinda ai rimpatri come fossero un successo: sono la certificazione del suo fallimento.