La Policía Nacional spagnola ha arrestato a Ceuta un immigrato irregolare marocchino e identificato un secondo uomo, anche lui marocchino, entrato nella città autonoma durante l’ondata migratoria di luglio. Entrambi sono accusati dell’aggressione sessuale a una minorenne avvenuta vicino alla desalinizzatrice della spiaggia del Trampolín.
Secondo quanto riportato da OKdiario, che cita fonti della polizia, i fatti sono avvenuti alle due di notte di lunedì: gli aggressori hanno sorpreso la vittima e l’hanno trascinata contro il muro dell’impianto di desalinizzazione, dove l’hanno aggredita sessualmente. Non c’è stata penetrazione, ma l’aggressione sessuale è stata confermata dalle indagini.
Il caso è seguito dall’Unidad de Atención a la Familia y Mujer (UFAM) della questura di Ceuta. La vittima, minorenne, è entrata anch’essa nella città durante l’invasione migratoria di luglio ed è stata trasferita in un centro di accoglienza per minori.
I dati del ministero dell’Interno spagnolo documentano un aumento allarmante dei reati sessuali a Ceuta dopo l’ondata migratoria di fine luglio: i delitti sessuali sono cresciuti del 75%. L’Interior ha registrato 20 casi tra gennaio e giugno, e la Procura conferma già 35 denunce per aggressione sessuale dalla fine di luglio in avanti.
Nella stessa notte di lunedì la polizia ha arrestato altri due immigrati irregolari marocchini per rapine con violenza in due punti diversi della città. In via Doctora Soraya un minorenne di origine marocchina è stato fermato dopo aver rapinato a colpi un telefono a un altro giovane marocchino. Alla Playa del Trampolín un altro immigrato è stato arrestato per un tentativo di rapina con violenza ai danni di un cittadino spagnolo, salvato da una patrulla militare intervenuta dopo aver sentito le sue grida.
I due arrestati per le rapine sono a disposizione della giustizia in vista dell’espulsione immediata verso il Marocco. Più di 300 immigrati irregolari entrati a Ceuta con l’invasione di luglio sono già stati espulsi dopo aver commesso reati violenti.
Un aumento del 75% dei delitti sessuali in pochi mesi non è una statistica: è una città che ha smesso di essere sicura per le sue donne e le sue ragazze. Chi ha permesso che centinaia di persone entrassero senza controllo a fine luglio ha una responsabilità precisa in quello che è successo dopo, ed è una responsabilità politica, non un destino ineluttabile.



