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Ceuta, tra gli espulsi anche tre jihadisti: lo ammette Madrid

Il ministero dell’Interno spagnolo conferma: tra i 214 espulsi da Ceuta per reati anche tre legati al terrorismo islamista

Ceuta, Meloni pronta a confermare il blocco Schengen con Madrid

Tra i 214 migranti espulsi da Ceuta per aver commesso reati ce ne sono almeno tre con precedenti legati al terrorismo jihadista. La notizia, anticipata da La Vanguardia citando fonti di polizia, è stata confermata dal ministero dell’Interno spagnolo, che ha parlato apertamente di soggetti con precedenti per reati collegati al terrorismo islamista.

Secondo fonti del Sindicato Unificado de la Policía Nacional, il numero reale sarebbe però molto più alto: gli identificati con un legame accertato al terrorismo jihadista sarebbero più di dieci.

Alla notizia si aggiunge un altro episodio riportato dalla tv pubblica spagnola Rtve: l’arresto di un migrante di 17 anni, di origine marocchina, con l’accusa di aver abusato sessualmente di tre bambine di età compresa tra i 10 e gli 11 anni all’interno di un centro di accoglienza.

La reazione italiana

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha commentato la notizia arrivando a Wicklow, in Irlanda, per la riunione informale dei ministri degli Esteri Ue: “Dovremo affrontare la questione mediterranea, il terrorismo, l’immigrazione irregolare. Naturalmente dobbiamo parlare anche della situazione a Ceuta e le presenze anche jihadiste che ci sono state e ci sono”. E ha aggiunto: “C’è un pericolo, tant’è che i servizi spagnoli hanno espulso 3 persone che erano considerate collegate all’Isis”.

Tajani ha ribadito che la sospensione di Schengen decisa dall’Italia “non è un atto ostile nei confronti della Spagna”, ma una risposta al “dovere di garantire la sicurezza interna”, ricordando che “la situazione a Ceuta ancora non si è normalizzata” e citando l’episodio recente in cui “la polizia è stata costretta a sparare”.

Duro anche il commento del presidente della Commissione Esteri del Senato, Maurizio Gasparri: “La notizia che la polizia spagnola ha espulso da Ceuta tre persone ritenute collegate al radicalismo di matrice jihadista conferma quello che abbiamo detto negli ultimi giorni più volte. Pertanto, le decisioni del governo su Schengen e sulla maggiore cautela di fronte a quanto sta avvenendo erano più che giustificate”. Gasparri ha poi attaccato le opposizioni: “Tutti gli esponenti della sinistra italiana che lodavano Sanchez dovrebbero chiedere scusa. Le sbagliano tutte”.

Nonostante l’ammissione ufficiale di Madrid, i socialisti spagnoli continuano a parlare, anche in sede di Parlamento europeo, di strumentalizzazione “della destra e dell’estrema destra”, chiedendo la solidarietà degli altri Stati membri e provando ancora a colpevolizzare l’Italia per la sospensione di Schengen, come riporta Secolo d’Italia.

Qui non c’è più spazio per l’ambiguità: è il ministero dell’Interno spagnolo, non un giornale ostile, a certificare che tra chi ha attraversato Ceuta c’erano legami con il terrorismo islamista. Chi in queste settimane ha bollato l’allarme italiano come propaganda della destra oggi dovrebbe fare i conti con i fatti, non con la narrazione. La sicurezza delle frontiere non è un capriccio: era, ed è, la ragione più che fondata della linea tenuta dal governo italiano.