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Ceuta, migranti uccidono un delfino a bastonate in spiaggia

Un video mostra migranti a Ceuta colpire e uccidere un cucciolo di delfino durante una festa in spiaggia: indignazione tra i residenti

Ceuta, migranti uccidono un cucciolo di delfino e lo esibiscono come trofeo

Un video girato sulla spiaggia del Trampolín, a Ceuta, mostra un gruppo di migranti sollevare trionfalmente il corpo di un cucciolo di delfino tursiope, colpito con un bastone fino a morirne. Le immagini, diffuse online e riprese da Fox News, hanno scatenato l’indignazione dei residenti dell’enclave spagnola in Nord Africa.

Nel filmato si vede un gruppo di uomini e ragazzi alzare sopra le teste quello che appare essere un cucciolo di delfino tursiope, tra le urla di giubilo di chi guardava. L’animale si era avvicinato troppo alla riva quando alcuni uomini lo hanno tirato fuori dall’acqua. Uno di loro lo ha colpito con un bastone, ferendolo mortalmente.

Nelle immagini si sentono alcune persone gridare “no”, mentre altri festeggiavano. Diversi presenti sembravano invece preoccupati per il trattamento riservato al mammifero marino. Alla fine qualcuno ha ripreso l’animale e lo ha rimesso in acqua.

La scena ha provocato una reazione immediata tra i residenti di Ceuta, che hanno cercato di fermare il gruppo durante un confronto diretto sulla spiaggia. L’episodio arriva in un momento di forte tensione nell’enclave, dove nelle stesse settimane si sono registrate proteste locali contro la gestione dei flussi migratori e, secondo quanto riportato dalla stessa fonte, episodi di residenti che hanno dato fuoco a strutture usate come ricoveri per migranti.

Il nostro giudizio

Un cucciolo di delfino ucciso a bastonate e sventolato come un trofeo mentre altri esultano: non serve altro per capire il livello di imbarbarimento a cui si è arrivati in un territorio che l’Europa continua a considerare una porta d’ingresso gestibile. Non è in discussione l’origine di chi delinque in quanto tale, ma il fatto che episodi come questo si ripetano indisturbati in zone dove il controllo del territorio è ormai un ricordo. Chi ha permesso che quella spiaggia diventasse terra di nessuno ha una responsabilità precisa quanto quella di chi ha impugnato il bastone.