Un’altra notte di violenza a Ceuta si è chiusa con otto arresti, due feriti da arma bianca e una serie di aggressioni concentrate nella spianata del Chorrillo e nei capannoni del Tarajal. Lo riporta OKdiario.
La Polizia Nazionale spagnola ha arrestato sei cittadini di Ceuta e due immigrati marocchini per lesioni, rapina con violenza e minacce. L’episodio più grave è scoppiato verso le 23:00 nella spianata della spiaggia del Chorrillo: cinque persone, quattro di Ceuta e un immigrato marocchino, sono state fermate per l’assalto a tre minori, anch’essi immigrati marocchini, rapinati dei telefoni cellulari. Uno dei ragazzi è stato ferito con tagli profondi e ricoverato all’ospedale universitario di Ceuta. Gli agenti hanno sequestrato un machete e un coltello.
Mezz’ora dopo, verso le 23:30, un secondo scontro nei capannoni della zona industriale del Tarajal ha portato ad altri tre arresti, due cittadini di Ceuta e un immigrato marocchino. La vittima, un minore immigrato di 17 anni, ha denunciato di essere stato minacciato e colpito con una pistola a piombini o aria compressa, oltre che spruzzato con spray al peperoncino. Nelle stesse strutture si sono verificate altre risse tra gli immigrati lì insediati, con un ulteriore ferito da arma bianca al fianco.
Agli scontri si sono aggiunti diversi incendi: un’auto bruciata vicino alla scuola Príncipe Felipe e un cassonetto dato alle fiamme a Hadú, dopo che tra giovedì e venerdì un altro rogo nei capannoni del Tarajal aveva già distrutto 42 baracche di immigrati, otto veicoli e quattro cassonetti.
Sabato pomeriggio altri tre marocchini sono stati arrestati per una rapina violenta nel centro di Ceuta: secondo la ricostruzione avrebbero accerchiato un uomo anziano per strappargli la spesa, fino all’intervento di alcuni cittadini che lo hanno soccorso in attesa delle pattuglie.
Messaggi diffusi tra gli stessi agenti su WhatsApp parlano di una «grave spirale di violenza» nella zona del Trampolín, che avrebbe «superato ogni limite ammissibile», chiedendo «misure decise, maggiore presenza della polizia e un controllo reale e immediato della zona». Il servizio sanitario INGESA ha contato 342 assistenze a immigrati in due giorni e 11 ricoveri. Un giudice di Ceuta ha disposto la custodia cautelare per due marocchini, presenti in città dal 30 e 31 luglio, per aggressioni a militari, dopo che il mancato riconoscimento dei fatti ha impedito di emettere un decreto di espulsione.
A questo si aggiunge un altro episodio riportato sempre da OKdiario: un gruppo di immigrati marocchini ha rapinato e picchiato un senzatetto conosciuto nel quartiere da anni, davanti alle delegazioni del governo spagnolo e delle Finanze e ai tribunali. «Al mendigo che chiede l’elemosina al supermercato. Si è ribellato e lì gli hanno rubato e gli hanno dato una bastonata», ha raccontato un residente. Gli aggressori sono stati bloccati dagli stessi vicini, allertati dalle grida di una donna testimone dell’aggressione, e poi arrestati.
Ceuta paga il prezzo di una frontiera lasciata scoperta e di un governo che, invece di eseguire le espulsioni, continua a discutere di nuovi campi di accoglienza sul territorio. Ogni giudice che non può firmare un decreto perché l’imputato nega i fatti è la prova di un sistema costruito per proteggere chi delinque, non chi subisce.



