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“Se mi denunci sparo a tutti”: arrestato marito-padrone a Milano

Arrestato a Milano un egiziano di 39 anni: imponeva alla moglie i precetti islamici e minacciava una strage se lo avesse denunciato.

"Se mi denunci sparo a tutti": arrestato marito-padrone a Milano

Un cittadino egiziano di 39 anni è stato arrestato a Milano con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. La custodia cautelare in carcere è stata eseguita dalla Polizia Locale di Milano al termine di un’indagine che, come riporta Nicola Porro, ha ricostruito anni di violenze, minacce e controllo ossessivo sulla moglie. Secondo la denuncia della donna, tutto sarebbe iniziato dopo la nascita della prima figlia. Negli ultimi quattro anni il marito sarebbe diventato sempre più aggressivo, imponendole regole rigide su come vestirsi, uscire e frequentare altre persone. L’uomo si sarebbe infuriato perché la moglie non seguiva i precetti religiosi come li interpretava lui: le avrebbe imposto di chiedere il permesso per vedere le amiche, di coprire braccia e gambe e di non tenere alcolici in casa. Alle imposizioni si sarebbero aggiunti episodi di violenza fisica: schiaffi, strattoni e minacce con un coltello. Quando la donna ha rifiutato di cambiare stile di vita, la situazione sarebbe peggiorata: il 39enne avrebbe nascosto un dispositivo Gps nell’auto della moglie per controllarne gli spostamenti, minacciandola più volte di morte e ipotizzando di portare le due figlie minorenni in Egitto. L’uomo avrebbe inoltre dichiarato di voler crescere le bambine secondo la propria cultura e religione, contestando che mangiassero carne di maiale, che frequentassero l’ora di religione a scuola e che in futuro potessero indossare il costume da bagno. Tra le prove raccolte dagli investigatori c’è una registrazione fatta dalla donna in cui il marito avrebbe minacciato una strage in caso di denuncia: “Se mai un giorno mi denunci io sparo a tutti”, avrebbe detto. Nell’ordinanza è riportata anche la testimonianza di un amico dell’indagato, secondo cui il 39enne avrebbe manifestato l’intenzione di uccidere la moglie avvelenandola con un pesticida usato in Egitto. La donna avrebbe poi trovato nello zaino del marito alcune bustine di polvere: una è stata consegnata alla polizia giudiziaria e ora è sotto accertamento. Lo stesso amico avrebbe riferito di aver ricevuto minacce dopo aver raccontato alla donna quanto saputo. Il giudice ha definito il racconto della vittima “attendibile, coerente e dettagliato”, riconoscendo un “concreto ed attuale pericolo” di reiterazione dei maltrattamenti e il rischio che l’uomo possa arrivare a commettere fatti ancora più gravi. Per questo è stata disposta la custodia cautelare in carcere.