Salim El Koudri, il 31enne accusato della strage del 16 maggio scorso a Modena, ha tentato il suicidio all’interno del carcere Sant’Anna ingerendo un ingente quantitativo di farmaci. Lo riporta Libero, che cita l’edizione online de Il Resto del Carlino.
Secondo la ricostruzione, l’uomo avrebbe rubato i farmaci a un compagno di detenzione. El Koudri era custodito nella sezione Icare del Sant’Anna, riservata ai detenuti sottoposti a sorveglianza per il rischio di gesti autolesionistici. È stato soccorso dal personale di custodia e trasportato d’urgenza in ospedale in stato di incoscienza. Dopo le cure ricevute al Pronto Soccorso si è ripreso e, secondo quanto riferito, non sarebbe in pericolo di vita.
Sull’episodio sono state avviate verifiche per capire come il detenuto sia riuscito a procurarsi e accumulare i medicinali.
Il tentativo di suicidio arriva pochi giorni dopo che la perizia psichiatrica disposta nell’incidente probatorio ha confermato la piena capacità di intendere e di volere di El Koudri al momento dell’attacco del 16 maggio, quando lanciò la propria auto contro i passanti a Modena, uccidendo una persona e ferendone altre sette. Come ricorda Nicola Porro, sui dispositivi dell’uomo sono state trovate ricerche riconducibili al terrorismo islamico. L’uomo dovrà essere processato per omicidio e tentata strage.
Il garante per i detenuti dell’Emilia-Romagna, Roberto Cavalieri, ha commentato: “Si parla di questo episodio perché il detenuto è conosciuto, ma ogni 33 ore in questa regione un detenuto tenta di uccidersi. Bisogna riconoscere loro il diritto di essere considerati ancora umani, sostenendoli nei momenti di disperazione. Questo nulla toglie alla loro responsabilità e al dolore delle vittime”.
La perizia che certifica la piena lucidità di El Koudri smonta la narrazione di chi, nelle settimane successive alla strage, aveva derubricato il suo gesto a crisi psicologica. Oggi quella stessa persona, pienamente capace di intendere e di volere secondo i periti, è riuscita comunque ad accumulare farmaci in un reparto destinato proprio a chi va sorvegliato. Le verifiche annunciate dovranno dire chi ha sbagliato: perché a pagare il conto della sicurezza, di nuovo, rischia di essere solo il sistema penitenziario che l’ha lasciato fare.



