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Francia nel caos: bande “linciano” poliziotti, scuole in fiamme

Rivolte in tutta la Francia: poliziotti aggrediti, scuole devastate, camion dei pompieri incendiati

Francia in fiamme, sindaco LFI balla coi liceali tra i roghi

La Francia è in subbuglio da giorni: bande di giovani hanno aggredito poliziotti, devastato edifici scolastici e dato fuoco a mezzi dei vigili del fuoco in quella che GB News descrive come una vera e propria ondata di violenza fuori controllo.

Giovedì i disordini sono tornati a esplodere in diverse città: Parigi, Marsiglia, Rennes, Strasburgo, Lione e Lille. Il premier francese ha convocato una riunione di crisi e ha cancellato gli impegni di alcuni ministri per concentrarsi sull’emergenza nazionale. Migliaia di arresti sono già stati effettuati in relazione alle rivolte.

Una fonte della sicurezza francese ha riferito all’emittente CNews che è in corso “un’intensificazione” dei disordini, con “uno spostamento verso un discorso più radicale” e “violenza urbana attorno alle scuole”.

I video che circolano online mostrano episodi di estrema brutalità: un gruppo di aggressori ha inseguito una poliziotta per le strade per poi colpirla mentre era a terra. Altri filmati mostrano giovani usare bombolette spray come lanciafiamme improvvisati contro donne.

Ufficialmente la mobilitazione è nata come protesta studentesca contro classi sovraffollate, carichi di lavoro eccessivi e carenza di personale docente. Ma le immagini raccolte sul campo raccontano un’altra storia: quella di una violenza indiscriminata contro le forze dell’ordine e contro cittadini comuni, non una contestazione sui programmi scolastici.

La stampa britannica, riportando i fatti, ha indicato nella migrazione di massa una delle cause alla base delle rivolte che stanno mettendo in ginocchio il sistema scolastico e di sicurezza francese.

Il nostro giudizio

Chiamarla “protesta studentesca” è un’operazione di maquillage linguistico che la realtà dei fatti smentisce ogni giorno: qui si parla di poliziotte inseguite e pestate a terra, di scuole incendiate, di pompieri aggrediti mentre fanno il loro lavoro. Non è disagio giovanile, è guerriglia urbana organizzata, ed è il risultato di decenni di immigrazione incontrollata e di quartieri lasciati senza integrazione né controllo dello Stato. La Francia di oggi è l’avvertimento concreto di cosa succede quando si rinuncia a governare i propri confini e le proprie periferie: chi in Italia e in Europa continua a spalancare le porte senza regole farebbe bene a guardare cosa sta bruciando a Parigi, Marsiglia e Lione.