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Hamas, la Procura: «18 milioni raccolti in Italia»

La Procura di Genova: l’associazione benefica legata a Hannoun avrebbe dirottato milioni verso Hamas

Hamas, la Procura: «18 milioni raccolti in Italia»

Oltre 18 milioni di euro raccolti in Italia con la bandiera della solidarietà al popolo palestinese. Di questi, secondo la ricostruzione della Procura di Genova, più di 4 milioni sarebbero finiti, direttamente o indirettamente, ad associazioni riconducibili a Hamas. Lo racconta un’inchiesta de La Verità, basata sull’avviso di chiusura delle indagini preliminari.

Al centro dell’inchiesta c’è Mohammad Hannoun, descritto dagli inquirenti come colui che deteneva le chiavi del sistema di raccolta dell’Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese (Abspp). In un’intercettazione, Sulaiman Hijazi dice alla moglie che «Hannoun deve dare il suo ok» su qualsiasi movimento di denaro. Alla domanda della donna su quanto di quei fondi finisca alla «Muqawama» (la resistenza, cioè Hamas), Hijazi risponde: «La maggior parte», poi corregge: «Quasi tutto».

La rete di sigle e i bonifici verso Istanbul

Secondo la Procura, l’Abspp nasce in due tempi, nel 1994 e nel 2003, con sedi a Genova, Milano e Roma e una rete di referenti territoriali collegati a luoghi di culto. Tra il 2021 e il 2023 partono 19 bonifici, per un totale di 466.500 euro, verso l’associazione Hayat Yolu: Istanbul, secondo gli investigatori, sarebbe uno degli snodi usati per far arrivare il denaro nei territori palestinesi.

Quando le banche bloccano i conti, la struttura cambia insegna ma non attività, scrivono gli inquirenti: il 1° dicembre 2023 nasce «La cupola d’oro», che fino a novembre 2024 riceve 556.264 euro su conto postale. Poi compare «La palma», di cui si discute statuto e contabilità il 13 gennaio 2025, pur senza conti né beni ancora accertati. Per la Procura, dietro le sigle diverse tornano sempre gli stessi soggetti.

Contanti, viaggi al Cairo e un ex ministro di Haniyeh

Hannoun compare, secondo gli atti, ogni volta che il denaro deve muoversi. Il 3 marzo 2024 presenta una dichiarazione valutaria di 150.355 euro per un viaggio al Cairo. Cinque giorni dopo registra un vocale per Osama Alisawi, indicato tra i fondatori dell’Abspp ed ex ministro dei Trasporti nel governo palestinese guidato da Ismail Haniyeh, parlando di camion diretti a Gaza e di un trasferimento internazionale bloccato, da risolvere usando 350.000 euro già disponibili al Cairo.

In un file chiamato «Contabilità Mi 2025» gli investigatori trovano tracce di altri 265.500 dollari destinati ad Alisawi tramite referenti in Giordania. Il 13 agosto 2024 una ricevuta attesta che l’associazione Rowad ringrazia l’Abspp per 12.500 dollari consegnati in contanti. Un’operazione sotto copertura ha permesso di acquisire quasi quattro terabyte di dati dai computer dell’associazione, incrociati con le intercettazioni per ricostruire i flussi non passati dalle banche.

Le indagini di Digos e Guardia di finanza toccano anche la politica: nell’aprile 2025 emergono intercettazioni su incontri organizzati da Hijazi. Hannoun era noto anche come amico, poi rescisso, di Laura Boldrini.

Un’inchiesta che, se confermata, racconta una verità semplice: in Italia si può raccogliere denaro con l’etichetta della beneficenza e farlo arrivare a un’organizzazione terroristica che governa Gaza a colpi di razzi e attentati. Chi ha aperto conti correnti, ricevuto bonifici e ospitato eventi con questi soggetti senza fare domande ha una responsabilità politica precisa, che va chiesta fino in fondo — a prescindere dall’esito processuale nei confronti di Hannoun.