L’Italia ha prorogato di altri sette giorni i controlli temporanei alla frontiera con la Spagna. Lo hanno reso noto fonti di Palazzo Chigi, spiegando che la proroga serve ad allineare la scadenza delle misure italiane a quella delle misure spagnole, dopo un confronto diretto tra Roma e Madrid.
Secondo le stesse fonti governative, nel corso della prossima settimana i ministri dell’Interno dei due Paesi lavoreranno insieme per valutare le misure di cooperazione. Anche la delegazione spagnola a Bruxelles ha confermato la linea, dichiarando che i ministri dell’Interno di Spagna e Italia “lavoreranno nei prossimi giorni per procedere all’eliminazione dei controlli Schengen” istituiti reciprocamente dai due Paesi.
Perché erano scattati i controlli
La sospensione di Schengen nei confronti della Spagna era stata decisa dall’Italia quest’estate, dopo la grave crisi migratoria che aveva portato a quella che le fonti definiscono una vera e propria “invasione” di clandestini nell’exclave spagnola di Ceuta. I controlli alle frontiere interne erano stati poi confermati anche lo scorso 30 settembre dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che aveva parlato di “criticità” legate ancora alla situazione a Ceuta.
L’area Schengen è lo spazio che permette di viaggiare liberamente tra la maggior parte dei Paesi europei senza controlli ai confini interni: ne fanno parte anche Stati extra-Ue come Svizzera, Norvegia e Islanda, mentre un Paese Ue come l’Irlanda ne resta fuori. Le regole Schengen consentono comunque a uno Stato membro di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne in situazioni eccezionali, per motivi di sicurezza, emergenze sanitarie o criticità legate all’immigrazione: è l’eccezione che l’Italia ha applicato nei confronti della Spagna dopo i fatti di Ceuta, come riporta Secolo d’Italia.
Che l’Italia abbia dovuto blindare un confine interno dell’Unione per settimane, prorogando più volte la misura, racconta da solo quanto la gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo resti fuori controllo anche sul fianco spagnolo. Bene ha fatto il governo a tenere la linea sui controlli finché la situazione a Ceuta non è stata affrontata sul serio: la libera circolazione in Europa funziona solo se chi sta alle frontiere esterne fa davvero il suo mestiere.



