Attilio Fontana rilancia e aggiunge un dettaglio che pesa più della frase con cui aveva aperto la crisi. Il presidente della Regione Lombardia, dopo aver detto al Corriere della Sera che sul futuro della segreteria della Lega «nessuna soluzione va esclusa a priori», ha parlato della possibile nascita di una nuova associazione interna al partito. Un contenitore per «aprire uno spazio di confronto per la ricerca di soluzioni utili a tutti», come riporta SkyTG24, che coinvolgerebbe anche Luca Zaia, Massimiliano Fedriga e Maurizio Fugatti.
Sono i tre governatori del Nord, insieme a Fontana, i nomi che compongono il fronte che oggi mette sotto pressione Matteo Salvini. Non un ammutinamento formale, ma un segnale chiaro: i presidenti di Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino che chiedono uno spazio di manovra diverso da quello garantito oggi dalla segreteria federale.
Non tutto il partito è sulla stessa linea. Il deputato Igor Iezzi ha difeso il segretario ricordando che Salvini «è stato riconfermato segretario un anno fa» e che «se volevano dire qualcosa potevano farlo» già allora, invece di aprire lo scontro adesso.
Una fronda che viene da lontano
La frase di Fontana non nasce nel vuoto, ma arriva in un momento in cui dentro la Lega circolano da tempo malumori e tensioni interne sulla gestione del partito.
Ora però il tema cambia natura: non più solo mugugni generici, ma un’ipotesi politica precisa messa sul tavolo da uno dei governatori più autorevoli del partito, con altri tre nomi pesanti — Zaia, Fedriga, Fugatti — indicati come possibili co-protagonisti di una gestione diversa della Lega.
Il nostro giudizio
Che quattro governatori del Nord sentano il bisogno di costruirsi uno spazio politico parallelo alla segreteria dice molto sullo stato di salute della Lega di Salvini. Non è più il malumore di qualche dirigente scontento: è un pezzo importante della classe dirigente storica del Carroccio che prende le distanze e si organizza. Il segretario dovrebbe interrogarsi seriamente su questa fronda, non liquidare la questione. Le prossime settimane diranno se questo malessere resterà confinato a un’intervista o si tradurrà in qualcosa di più concreto per il partito.



