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Dopo la guerriglia di Milano, la Lega accelera sulla stretta anti-maranza

Due giorni dopo la guerriglia in piazza Duomo, la Camera discute la legge Iezzi che inasprisce l’accesso alla cittadinanza

Dopo la guerriglia di Milano, la Lega accelera sulla stretta anti-maranza

Lunedì 19 ottobre 2026 arriva alla Camera la proposta di legge della Lega firmata dal deputato Igor Iezzi, che introduce una stretta sull’accesso alla cittadinanza italiana. Soprannominata dai media e dallo stesso partito “norma anti-maranza”, punta a precludere o revocare la nazionalità ai giovani stranieri, compresi quelli nati in Italia che la ottengono al compimento dei 18 anni, se commettono reati gravi come spaccio di droga o episodi di microcriminalità legati alle baby gang.

Il testo arriva in aula appena due giorni dopo una violenta guerriglia urbana che ha sconvolto il centro di Milano. Sabato 17 ottobre una manifestazione indetta dal movimento “Italia in Piazza” contro il carovita è degenerata in scontri durissimi in piazza Duomo: centinaia di facinorosi vestiti di nero hanno bersagliato le forze dell’ordine con pietre, transenne e bombe carta. Il bilancio, come riporta Nicola Porro, parla di oltre 50 fermati e numerosi agenti feriti. Tra i protagonisti dei disordini, le forze dell’ordine e le cronache locali segnalano una forte presenza di frange dei centri sociali e di giovanissimi delle periferie milanesi, molti dei quali appartenenti alle cosiddette seconde generazioni di immigrati.

Il tempismo di Salvini

Presentare la stretta sulla cittadinanza proprio all’indomani delle devastazioni del Duomo non è un caso. Il vicepremier Matteo Salvini incassa l’eco mediatica dei disordini e si posiziona in prima linea come il più fermo difensore dell’ordine pubblico e dei cittadini perbene. Una mossa che serve a drenare consensi non solo dalle opposizioni, ma anche dentro la stessa maggioranza, rispondendo con i fatti alle posizioni più radicali del mondo della destra, come quelle dell’eurodeputato Roberto Vannacci.

Essendo la Lega al governo, Salvini ha il potere concreto di cambiare le regole, non solo di annunciarle. E lo fa nel momento in cui l’opinione pubblica ha ancora negli occhi le immagini di piazza Duomo devastata.

Il nostro giudizio

Che la legge Iezzi arrivi in aula a ridosso della guerriglia milanese è tutto fuorché una coincidenza, ed è anche l’unica cosa sensata da fare: chi delinque, specie se minorenne straniero inserito in baby gang o reti di spaccio, non può godere della stessa cittadinanza che gli italiani onesti rispettano e pagano ogni giorno. La cittadinanza è un patto, non un diritto automatico da esibire dopo aver messo a ferro e fuoco una piazza. Chi lo tradisce con reati gravi deve saperlo: lo Stato può tornare indietro.

Chi in queste ore grida alla strumentalizzazione dimentica che lo strumentalizzato, in piazza Duomo, era l’ordine pubblico. Il tempismo di Salvini sarà anche politico, ma la domanda vera è un’altra: perché ci voleva una guerriglia urbana per portare in aula una norma di buonsenso che altrove sarebbe già legge da tempo?