Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha detto basta alla logica dell’emergenza sui migranti, citando le parole di Leone XIV. Lo ha fatto durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale, rispondendo a una sollecitazione del presidente dell’Associazione stampa parlamentare Alfonso Raimo, come riporta l’ANSA.
Le parole del capo dello Stato sono chiare: sul fenomeno epocale delle migrazioni il Pontefice ha “richiamato le coscienze di chi, nel mondo, riveste responsabilità istituzionali”. E Mattarella ha aggiunto di condividere “appieno” la posizione del Papa sulla “insuperabile necessità di accantonare la logica dell’emergenza – del tutto improduttiva, come risulta ormai senza ombra di dubbio – e di impegnarsi in interventi di strategia di governo del fenomeno”.
Anni di annunci, zero strategia
Sono parole che, se lette con onestà, sono un atto d’accusa a chi per anni ha gestito i flussi migratori rincorrendo l’onda anziché governarla. Non un fenomeno improvviso, ma un problema strutturale che governi di sinistra e centrosinistra hanno affrontato con la logica dello sbarco emergenziale: porti aperti, accoglienza diffusa senza criteri, nessuna programmazione seria sui rimpatri e sui centri di permanenza.
Mattarella parla di “strategia possibile e sostenibile” come unica alternativa a un “destino alternativo” fatto di “conseguenze disordinate” e di coscienze che si cercherebbe vanamente di tacitare di fronte a quanto accade. Una fotografia impietosa di quello che è successo finora: emergenza dopo emergenza, senza mai un piano.
Il governo Meloni, dal canto suo, ha provato a cambiare passo: accordi con i Paesi di partenza, stretta sulle Ong che fanno da traghetto per gli scafisti, il modello dei centri in Albania. Non tutto ha funzionato, non tutto è filato liscio tra ricorsi e tribunali che hanno remato contro, ma la direzione è quella giusta: uscire dalla gestione emergenziale per costruire, appunto, una strategia.
Le parole del Quirinale arrivano nello stesso giorno in cui Mattarella ha toccato altri temi delicati, dalla paralisi della Rai alla crescente disaffezione degli italiani verso il voto. Ma è sui migranti che il richiamo pesa di più, perché mette nero su bianco quello che la destra italiana denuncia da anni: la logica dell’emergenza non ha mai risolto nulla, ha solo permesso a chi doveva governare il fenomeno di scaricare la responsabilità sull’onda del momento.
Ora la parola tocca a chi, nei prossimi mesi, dovrà tradurre questo richiamo in fatti concreti. Le coscienze, come dice il Papa, sono chiamate in causa. Ma sono le decisioni di governo a fare la differenza.



