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Modena, il marocchino El Koudri era già nel mirino dei 007

El Koudri, l’attentatore marocchino di Modena, era monitorato dai servizi dal 2021 al 2023

Modena, i servizi avevano il jihadista marocchino sotto osservazione

Salim El Koudri, il 31enne di origini marocchine che a metà maggio si è lanciato con l’auto contro la folla nel centro di Modena uccidendo Monica Esposito e ferendo altre otto persone, era stato attenzionato dai servizi segreti italiani e stranieri già tra il 2021 e il 2023. Lo rivela Secolo d’Italia, che riprende un’inchiesta de La Verità.

Secondo la ricostruzione, El Koudri finì nel mirino dell’intelligence dopo aver inviato alcune email sospette a un’università e, soprattutto, dopo una telefonata a Camp Darby, la base militare di Pisa dove sono di stanza anche truppe americane. Quel contatto fece scattare un periodo di osservazione, ripetuto in più momenti tra il 2021 e il 2023. Al termine del monitoraggio, però, non vennero raccolti elementi ritenuti sufficienti per classificarlo come soggetto pericoloso.

Alla trasmissione Fuori dal Coro, condotta da Mario Giordano su Rete 4, un operatore dei servizi ha spiegato in forma anonima: «Dalla mia struttura abbiamo seguito e attenzionato il caso El Koudri in più momenti. Abbiamo avuto modo di analizzare comportamenti grazie a una attività di attenzione e di ricerca specifica. Vorrei sottolineare che non c’è stato da parte nostra nessun gap tanto nell’attività di ricerca che di valutazione oggettiva riguardo questo possibile target da noi attenzionato. L’epilogo negativo è da ricondurre non a una negligenza ma probabilmente a una errata interpretazione comportamentale».

Nella stessa trasmissione sono stati mostrati quattro video inediti registrati da El Koudri prima dell’attacco. In uno di questi l’uomo dice: «Noi abbiamo bisogno di distruggere la Lombardia… le persone di Venezia… quelle persone sono ratti. I lombardi e i veneti verranno uccisi… voglio vendetta». In un altro minaccia: «Ti taglio la gola, vengo lì ti ficco e ti impalo, vengo lì e ti ammazzo all’istante te e il tuo Paese di merda».

Nei suoi telefoni sono state trovate 68.000 ricerche web effettuate tra il 9 marzo e il 16 maggio, giorno dell’attentato: un giorno su due El Koudri si documentava sullo Stato islamico e sull’addestramento militare. Sono state recuperate immagini di armi da fuoco e da taglio, oltre a materiale sugli attentati di Manchester del 2017, Charlie Hebdo del 2015, le Torri Gemelle del 2001 e Lipsia di quest’anno. L’uomo aveva anche un indirizzo email con un riferimento esplicito all’Isis.

Il nostro giudizio

Qui non c’è alcun lupo solitario né alcun disagio psichiatrico da compatire: c’è un fascicolo aperto dai servizi segreti già nel 2021, un nome segnalato, un pericolo scritto nero su bianco e poi archiviato per “errata interpretazione comportamentale”. Chi doveva leggere quei segnali non lo ha fatto, e una donna è morta per questo.