Notte di sangue tra Ucraina e Russia, mentre da Roma arriva l’appello più netto di Leone XIV da quando è salito al soglio pontificio: basta violenze, spazio alla diplomazia. Un appello che, ancora una volta, cade nel vuoto.
A Kharkiv le truppe russe hanno colpito il quartiere di Saltivskyi, distruggendo un condominio di sette-dieci piani. Il sindaco Ihor Terekhov ha parlato di almeno due morti e diversi feriti, uno dei quali grave, mentre un secondo attacco ha colpito un altro grattacielo poco distante. Il capo dell’amministrazione militare, Oleg Synegubov, ha confermato il ritrovamento di un secondo corpo tra le macerie.
Contemporaneamente la regione di Odessa è stata investita da un attacco con droni e missili balistici russi, come riferito su Telegram dal canale Rbc-Ukraine e ripreso dall’ANSA: edifici residenziali danneggiati, auto in fiamme, blackout in città.
Sul fronte opposto, i droni ucraini hanno colpito la città russa di Belgorod, ferendo tredici persone, tra cui due bambini, secondo quanto riferito dal governatore ad interim Alexander Shuvayev.
Il Papa: “La guerra non fa che generare altra guerra”
All’Angelus di questa domenica Leone XIV ha usato parole durissime: “Continuano ad aggiungersi notizie dolorose di persone innocenti uccise e ferite in Ucraina e in Russia. Tragici episodi si susseguono, anzi si moltiplicano, provocando sempre più vittime civili, tra cui anche bambini”. Il Pontefice ha chiesto che si rispetti il diritto umanitario e che cessino “da entrambe le parti” gli attacchi contro obiettivi civili, aggiungendo che “è tempo di fermare la spirale di violenza e dare spazio alle diplomazie e al dialogo per aprire la strada alla pace”.
Parole chiare, che però restano lettera morta nei palazzi che contano. Mentre bambini muoiono sotto le bombe da una parte e dall’altra del confine, in Europa si continua a discutere di nuovi pacchetti d’armi, non di un tavolo negoziale. È lo stesso copione da anni: si celebra la resistenza ucraina a parole e si finanzia la guerra con i soldi dei contribuenti, italiani compresi, senza che nessuno abbia il coraggio di dire che la soluzione militare non esiste e non è mai esistita.
La Germania e i 400 russi espulsi
Sul fronte diplomatico arriva anche un dato dalla Germania: secondo quanto riportato dal quotidiano Bild am Sonntag e ripreso dai ministeri degli Esteri e dell’Interno tedeschi, Berlino ha espulso circa 400 cittadini russi dal proprio territorio dall’inizio della guerra, oltre a più di 80 diplomatici. Un segnale che le capitali europee, mentre a parole invocano la pace, nei fatti continuano a inasprire il confronto con Mosca invece di lavorare a una vera de-escalation.
Il Papa chiede diplomazia. L’Europa risponde con nuove sanzioni, nuove espulsioni e nuove armi. Chi paga il conto, come sempre, sono i civili sotto le bombe e le famiglie italiane che si ritrovano le bollette più care del continente.



