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Padova, Cisint chiede la radiazione dell’avvocato Vanin, fondatore della Camera arbitrale islamica

L’eurodeputata della Lega annuncia la richiesta di radiazione dell’avvocato Omar Vanin dall’Albo e dal registro degli arbitri. La Procura di Padova ha aperto un fascicolo senza indagati.

Padova, Cisint chiede la radiazione dell'avvocato Vanin, fondatore della Camera arbitrale islamica

L’8 ottobre 2026 l’eurodeputata della Lega Anna Maria Cisint annuncia che chiederà la radiazione dell’avvocato Omar Vanin dall’Albo degli avvocati e dal registro degli arbitri. Vanin è il fondatore e presidente della Camera arbitrale islamica di Padova, l’organismo che nei giorni scorsi è finito al centro del caso del cosiddetto tribunale islamico. Cisint dice di aver già presentato un esposto alla Procura, che nel frattempo ha aperto un fascicolo. (Fonte: TgPadova-Telenuovo)

Cosa contesta Cisint

Il punto, per l’eurodeputata, è l’applicazione della Sharia al posto della legge italiana. Cita il regolamento della Camera, che dichiara di voler risolvere controversie civili e commerciali «in conformità con i principi della Shari’a», con il diritto italiano chiamato in causa solo per le materie che la Sharia non disciplina. Rivolge poi a Vanin una serie di domande su ripudio della moglie, spose bambine, sottomissione delle donne e poligamia, chiedendo quanti casi di questo tipo siano stati trattati. Definisce «gravissimo» che Vanin insegni in una università statale: chi vuole sostituire la legge dello Stato con la Sharia, sostiene, non dovrebbe insegnare né esercitare nelle istituzioni italiane. (Fonte: TgPadova-Telenuovo)

Secondo Dire, anche Fratelli d’Italia ha chiesto al Consiglio dell’Ordine degli avvocati di valutare la radiazione. (Fonte: Dire)

La Procura e l’esposto

La Procura di Padova ha aperto un fascicolo «modello 45» sulla Camera arbitrale: è il registro dei fatti senza indagati e senza ipotesi di reato. L’apertura segue un esposto presentato nei giorni scorsi dall’avvocato Francesco Minutillo, di Futuro nazionale. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha espresso piena fiducia nella magistratura padovana, che «svolgerà le indagini dovute». (Fonte: Ansa)

La posizione di Vanin

Vanin dice che la Camera non è un tribunale e non offre una «giustizia alternativa», e che opera sempre nel rispetto della legge italiana. Spiega che l’arbitrato riguarda solo materie commerciali e patrimoniali: restano fuori il diritto di famiglia e gli altri diritti indisponibili. Aggiunge che la Camera non ha cause pendenti e non ha emesso lodi, pur sapendo di contratti commerciali che contengono la sua clausola arbitrale. Tra gli ambiti previsti ci sono gli interessi di mora, i contratti ad alto rischio e i contratti preliminari di vendita. Vanin è anche docente a contratto all’Università di Padova. (Fonte: Ansa)

Le altre reazioni

L’Unione delle comunità islamiche d’Italia prende le distanze: definisce l’organismo «sedicente», promosso da persone sconosciute alle comunità musulmane italiane e senza il loro mandato, e ricorda che in Italia la giustizia è amministrata dai tribunali della Repubblica. Matteo Salvini ha accolto con favore l’indagine e prevede di andare a Padova. La senatrice di Fratelli d’Italia Susanna Donatella Campione proporrà un’indagine conoscitiva nella Commissione Giustizia del Senato, mentre Ivan Scalfarotto, di Italia Viva, ha presentato un’interrogazione ai ministri della Giustizia e dell’Interno. Luana Zanella, di Alleanza Verdi e Sinistra, avverte dei possibili vincoli che l’organismo potrebbe imporre alle donne nella soluzione delle controversie. L’assessore alla sicurezza di Padova, Diego Bonavina, invita alla cautela: una camera arbitrale privata è legittima se rispetta il codice di procedura civile, e «non possiamo fare un processo alle intenzioni». (Fonte: Ansa)

Cosa resta da chiarire

Le fonti non riportano nessuna decisione del Consiglio dell’Ordine sulla richiesta di radiazione e nessun esito dell’accertamento della Procura, che al momento non ha indagati. Resta aperta la distanza tra le due letture: per Cisint e il centrodestra la Camera applica la Sharia al posto della legge dello Stato; per Vanin è un arbitrato commerciale che non tocca la famiglia e non ha ancora trattato nessun caso. A stabilire se il regolamento sia compatibile con l’ordinamento italiano saranno gli accertamenti in corso.