Un immigrato irregolare di origine africana, 30 anni, compare martedì 22 settembre davanti all’Audiencia Provincial delle Isole Baleari per rispondere di violenza sessuale. Lo riporta OKdiario, che ha avuto accesso all’atto d’accusa della Procura.
I fatti risalgono al primo agosto 2023. Secondo la ricostruzione dell’accusa, verso le 23:50 l’uomo entrò in un centro a Palma per incontrare la vittima, una ragazza. Si sedette accanto a lei nella sala tv e cominciò a chiederle un bacio, richiesta che la giovane rifiutò più volte.
Di fronte al rifiuto reiterato, l’uomo si è fatto più aggressivo: si è messo sopra la ragazza con le gambe divaricate e ha iniziato a sfregare le parti intime contro il suo corpo. Ha poi proseguito con toccamenti sulle parti intime della vittima, tentando allo stesso tempo di baciarla con la forza.
Per impedirle di divincolarsi o difendersi, l’ha tenuta bloccata per i polsi, immobilizzandola. Subito dopo l’ha costretta a toccargli i genitali. L’aggressione si è conclusa quando l’uomo l’ha spinta contro il divano della stanza e l’ha costretta a un rapporto orale contro la sua volontà, per almeno due minuti, secondo quanto scrive il pubblico ministero nell’atto d’accusa.
La Procura ritiene che i fatti descritti configurino il reato di violenza sessuale e ha chiesto per l’imputato una pena di otto anni di reclusione, oltre a un risarcimento di 5.000 euro alla vittima per i danni morali subiti.
Un uomo entrato illegalmente in Spagna, senza titolo di soggiorno, resta libero di aggirarsi in un centro di accoglienza e aggredire sessualmente una ragazza per due minuti interi, prima che qualcuno intervenga. Non è un destino, è la conseguenza di un sistema che accoglie senza controllare chi accoglie e dove lo colloca. Chi gestisce quei centri e chi decide le politiche di permanenza degli irregolari ha una responsabilità precisa in casi come questo: la sicurezza delle persone che vivono o lavorano in quelle strutture non può restare un dettaglio secondario rispetto all’accoglienza a ogni costo.



