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Parigi, istruttore algerino stupra bimbi in asilo cattolico: 20 denunce

Fermato a Parigi un istruttore algerino di inglese: accusato di stupro su bimbi di 3-5 anni, 20 denunce

Parigi, istruttore algerino stupra bimbi in asilo cattolico: 20 denunce

Un istruttore di inglese di 30 anni, di nazionalità algerina, è stato messo in stato di fermo dalla polizia parigina con l’accusa di stupro, aggressione sessuale e violenza su bambini e bambine tra i 3 e i 5 anni. I fatti sarebbero avvenuti alla École Saint-Laurent, una scuola materna privata cattolica nel decimo arrondissement di Parigi. Lo riporta Remix News.

L’uomo, identificato come Yasser G., lavorava per l’istituto Cap English e teneva lezioni introduttive di inglese ai bambini della materna. Entrava da solo nella scuola, insegnava a piccoli gruppi in un’aula al primo piano senza la presenza dell’insegnante titolare, e usciva verso le 10:45. Secondo quanto ricostruito, da una legge sull’istruzione del 2019 in Francia gli alunni della materna possono ricevere lezioni di lingua straniera già in tenera età.

La Brigata per la protezione dei minori della polizia giudiziaria di Parigi ha aperto un’indagine all’inizio di luglio, dopo la denuncia dei genitori di una bambina di 3 anni. La piccola aveva raccontato ai familiari che l’insegnante era “cattivo” e l’aveva toccata nelle parti intime. La segnalazione era stata fatta alla scuola già l’11 maggio tramite l’app interna dell’istituto.

Secondo quanto riportato da BFM TV e ripreso da Remix News, la direzione della scuola ha reagito con lentezza: ha definito la prima segnalazione “generica”, ha interrogato i bambini in piccoli gruppi invece di lasciare il compito a investigatori specializzati, e non ha subito sospeso l’istruttore né informato la procura di Parigi. Il 22 maggio la direzione ha perfino chiesto ai genitori di estendere le lezioni di Cap English al mercoledì: tra l’11 maggio e la fine dell’anno scolastico i bambini hanno trascorso altre tre ore circa con l’istruttore.

Solo il 22 giugno i genitori della prima bambina hanno presentato una denuncia formale, comunicandolo alla scuola il giorno dopo. A quel punto Cap English ha sospeso l’uomo e la scuola ha segnalato il caso alla procura. Da allora sono state depositate oltre 20 denunce. L’istruttore non è stato arrestato durante l’estate, mentre gli inquirenti conducevano gli interrogatori dei bambini secondo un protocollo lungo e articolato; nel frattempo aveva già ottenuto un nuovo incarico in una scuola di management per l’inizio del nuovo anno.

Una madre, il cui figlio non risulta tra le presunte vittime, ha raccontato: “Ci hanno detto di non dire nulla, di non far trapelare niente alla stampa per permettere all’indagine di andare avanti. Siamo tutti sotto shock (…) la comunicazione della direzione è stata catastrofica fin dall’inizio. Deve venire fuori.”

Una scuola cattolica ha lasciato entrare per mesi, senza sorveglianza, un adulto solo con bambini di tre anni, e quando i primi sospetti sono arrivati ha scelto di proteggere la propria reputazione invece delle vittime. Chi gestisce l’istituto e chi ha selezionato quell’istruttore ha responsabilità dirette in questo silenzio durato settimane: il conto lo hanno pagato bambini di tre anni.