L’8 ottobre 2026 il Parlamento europeo ha approvato a Strasburgo, con 381 voti a favore, 167 contrari e 15 astenuti, una risoluzione sulla strategia dell’Unione contro il terrorismo islamista e l’influenza dei Fratelli Musulmani. Il testo è stato accolto da un applauso dell’Aula. Non è un bando: è una richiesta al Consiglio dell’Ue di valutare se enti o individui collegati ai Fratelli Musulmani debbano essere inseriti nell’elenco delle organizzazioni terroristiche. (Fonte: Ansa)
Cosa chiede il testo
Le richieste sono due. La prima è rivolta al Consiglio Ue: valutare se enti o individui legati ai Fratelli Musulmani vadano inseriti nella lista europea delle organizzazioni terroristiche. La seconda è per la Commissione: garantire che le organizzazioni legate al Consiglio dei musulmani d’Europa non abbiano accesso alle istituzioni europee.
Una risoluzione del Parlamento è un indirizzo politico e non produce effetti giuridici diretti. I Fratelli Musulmani non sono quindi stati inseriti nella lista Ue, e al momento non risulta una proposta formale sul tavolo del Consiglio, a cui spetta la decisione.
Chi ha votato come
Hanno votato a favore Ppe, Ecr, Patrioti ed Esn, con il sostegno di gran parte dei Liberali di Renew. Contrari Socialisti, Verdi e Sinistra, oltre a una manciata di esponenti di Renew. Tra i partiti italiani, a favore Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Futuro Nazionale ed Elisabetta Gualmini (Spazio Pubblico); contrari Pd, M5s e Avs, con le intere delegazioni. (Fonte: Ansa)
Chi l’ha proposta
La risoluzione è stata depositata il 30 settembre dal gruppo Patrioti per l’Europa, su iniziativa delle eurodeputate della Lega Anna Maria Cisint, Susanna Ceccardi e Silvia Sardone. Nel comunicato che accompagnava il deposito le tre parlano di un uso politico della religione e sostengono, citando le intelligence europee, che la rete dei Fratelli Musulmani punti a imporre la sharia, a infiltrarsi nelle istituzioni e ad accedere a fondi europei; in Italia, dicono, finanzierebbe moschee e imam tramite associazioni come l’Ucoii. Sono affermazioni delle eurodeputate: il comunicato non indica fonti verificabili. (Fonte: Agenparl)
Il commento di Cisint
Dopo il voto Cisint ha pubblicato un video su Instagram. «Abbiamo fatto la storia», dice, e aggiunge che il Parlamento ha «votato per mettere al bando in tutta Europa l’organizzazione dei Fratelli Musulmani». La formula è più forte del testo approvato: il voto non mette al bando nessuno, chiede una valutazione. Cisint rivendica anche due anni di lavoro e sostiene che l’Europa dovrà dotarsi di «contromisure forti» contro l’islam politico: la risoluzione, però, non obbliga né il Consiglio né gli Stati.
Cosa succede ora
La parola passa al Consiglio dell’Unione europea, l’unico a poter inserire un’organizzazione nella lista terroristica. Chi sostiene la risoluzione ritiene che la rete dei Fratelli Musulmani vada controllata nei finanziamenti e nelle influenze; chi si oppone, a partire dalla sinistra, teme che un’etichetta di terrorismo su un’organizzazione per cui non sono dimostrate violenze rischi di colpire attività civili e religiose legittime. Il voto dell’8 ottobre non risolve la questione: la apre.



