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Prof accoltellata, il video postato da un russo. Genitori: scuse via mail

Caccia a chi ha diffuso il video dell’aggressione, forse un cittadino russo. I genitori del 13enne scrivono scuse via mail

Prof accoltellata: "arruolato da suprematisti", maglia Tmd sotto accusa

I genitori del tredicenne che ha accoltellato la professoressa Isabella Marsilio in una scuola media di Roma le hanno inviato una mail di scuse. Il messaggio, riporta l’ANSA, è stato inviato domenica 20 settembre dal padre e dalla madre del ragazzino.

La docente era stata colpita tre volte con un coltello dall’alunno, che ha filmato l’aggressione con un telefono collegato a un profilo Telegram. A fermarlo è stato un compagno di classe di 14 anni, come riporta Tgcom24.

Chi ha diffuso il video

Gli inquirenti indagano ora su chi ha pubblicato online il filmato dell’aggressione. Secondo quanto ricostruito, chi lo ha caricato in rete era collegato in diretta al momento dei fatti ed era tra i contatti del profilo Telegram del ragazzino, sul quale era stato attivato anche una sorta di conto alla rovescia prima dell’azione. Al momento dell’aggressione i collegati non erano più di quattro.

Il video ha iniziato a circolare su alcuni siti da sabato, e nelle ore successive sono comparse online offerte di denaro per ottenerlo. Gli investigatori ritengono che l’autore della diffusione possa essere straniero, forse un cittadino russo: le scritte che accompagnavano il filmato erano in cirillico. Una pista che alimenta l’ipotesi che il tredicenne possa essere stato avvicinato nelle ultime settimane da gruppi estremisti, anche di matrice suprematista, che lo avrebbero spinto a compiere il gesto. Gli inquirenti non escludono comunque nessuna pista e al momento non risulta una matrice politica o ideologica accertata dietro l’aggressione.

Prima di colpire la professoressa, il ragazzino aveva inviato ai 22 componenti di una chat su TikTok il messaggio “guys, guardate il tg dopo”, scritto alle 9.14, circa 45 minuti prima dei fatti.

Armi in casa e ricovero

Durante la perquisizione domiciliare sono stati trovati fucili e pistole ad aria compressa e alcuni coltelli. Il tredicenne era appassionato di soft air e, secondo alcuni testimoni, di video violenti con sparatorie ed esecuzioni. Il ragazzino resta ricoverato nel reparto di Neuropsichiatria infantile del Policlinico Umberto I, seguito da un team di specialisti la cui relazione sarà inviata alla Procura dei minori, che dovrà decidere sulle misure rieducative da adottare, non essendo il minore imputabile.

Una mail di scuse arrivata giorni dopo, mentre si scopre che dietro quel video potrebbero muoversi reti che arruolano ragazzini fragili armati di softair e ossessionati da contenuti violenti: la vera domanda non è chi si scusa per ultimo, ma chi doveva accorgersi prima di tutto questo e non lo ha fatto. Le sigle che pescano online adolescenti isolati per trasformarli in strumenti di violenza sono un fenomeno che va combattuto con strumenti concreti, non con una mail inviata a cose fatte.