È stato arrestato meno di un’ora dopo l’aggressione, sotto casa sua, Mena Ifastanous, 26 anni, nato a Reggio Emilia da una famiglia di origini egiziane, che ha accoltellato una donna con un cacciavite e investito due passanti accorsi in suo soccorso.
I fatti si sono svolti alle 19 di ieri sera, al distributore di benzina Ego di via Martiri di Cervarolo, nella zona Due Maestà. Secondo la ricostruzione riportata dal Resto del Carlino, Ifastanous è arrivato al distributore a bordo di una Seat Ibiza, è sceso dall’auto e si è avvicinato alle spalle a una donna di 57 anni, residente a Scandiano, che stava facendo rifornimento a una delle colonnine. L’ha colpita con un cacciavite, facendola accasciare a terra.
Vittima e aggressore non si conoscevano, ha riferito la donna agli agenti prima di essere caricata in ambulanza. Due persone presenti sul posto, una ragazza di 22 anni e un uomo di 49, si sono avvicinate per soccorrerla. A quel punto Ifastanous è risalito in auto e li ha investiti deliberatamente, per poi fuggire.
Tutti e tre i feriti sono stati trasportati in codice rosso all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Nessuno dei tre ha perso conoscenza sul posto e, secondo gli aggiornamenti della serata, nessuno risulta in pericolo di vita.
Sul luogo dell’aggressione sono intervenute polizia di Stato, polizia locale e carabinieri, oltre alla polizia scientifica. Le indagini, coordinate dalla Procura di Reggio Emilia guidata dal procuratore Calogero Gaetano Paci, dovranno ricostruire le motivazioni del gesto. In serata è stata eseguita una perquisizione nell’abitazione dell’arrestato, che risulta seguito dai servizi di salute mentale: un elemento ancora al vaglio degli investigatori. La scena sarebbe stata parzialmente ripresa da telecamere, da cui potrebbero arrivare le prime risposte sull’esatta dinamica dei fatti, mentre la squadra mobile ha raggiunto l’ospedale per raccogliere le testimonianze delle vittime.
Una donna colpita alle spalle con un cacciavite mentre fa benzina, due soccorritori travolti di proposito da chi doveva solo fuggire: sono fatti che pretendono risposte, non ipotesi lasciate a metà. Le indagini dovranno stabilire se dietro il gesto ci sia un disagio psichico già noto ai servizi sanitari, e se in quel caso qualcuno avesse il dovere di intervenire prima che accadesse.



