Tredici cittadini stranieri di origine nordafricana sono stati rimpatriati con un volo charter diretto verso il loro Paese d’origine. L’operazione è stata condotta dalla Direzione Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere, con il supporto dell’agenzia europea Frontex, come riportano ANSA e La Verità.
A bordo del velivolo erano presenti anche gli operatori specializzati incaricati di scortare i rimpatriati, appartenenti agli uffici centrali e territoriali del Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Secondo quanto riferito dalle autorità, quasi tutti i tredici stranieri avevano precedenti penali o di polizia per reati contro la persona e il patrimonio.
Il caso del terrorismo
Tra i rimpatriati figura un uomo espulso il 9 ottobre 2026 con un provvedimento firmato dal ministro dell’Interno per motivi di sicurezza dello Stato e di prevenzione del terrorismo. Secondo quanto comunicato dalla Polizia, l’uomo diffondeva sistematicamente sui social network contenuti fortemente ostili nei confronti dei Paesi occidentali e messaggi di incitamento alla violenza contro obiettivi e cittadini europei.
Una condotta che, secondo quanto riferito dalle autorità, era “sintomatica di un marcato risentimento” nei confronti dell’Unione europea, Italia compresa, e che ha portato all’adozione del provvedimento di espulsione.
Durante lo svolgimento delle procedure erano presenti anche un rappresentante del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale e un rappresentante del Fundamental Rights Office di Frontex, incaricati di monitorare l’operazione sotto il profilo del rispetto dei diritti fondamentali.
Il Fundamental Rights Office è l’ufficio interno di Frontex che vigila sul rispetto dei diritti fondamentali durante le operazioni di rimpatrio coordinate dall’agenzia europea.
La nostra posizione
Un uomo che per mesi ha usato i social per incitare alla violenza contro cittadini europei ha potuto restare sul territorio italiano fino a quando un provvedimento ministeriale non lo ha fermato. È la prova che i controlli, quando vengono fatti sul serio, funzionano: ma funzionano solo se c’è la volontà politica di farli, caso per caso, invece di aspettare che la situazione degeneri.
Tredici rimpatri in un solo volo, quasi tutti con precedenti penali, raccontano anche quanto sia diffusa la presenza di soggetti pericolosi che vivono irregolarmente o a ridosso della legalità nel nostro Paese. Il problema non è chi oggi viene espulso: è chi, con lo stesso profilo, resta ancora qui perché nessuno ha eseguito il provvedimento in tempo.



