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Roma, rissa tra tunisino e marocchino: bengalese pestato

All’Esquilino un 31enne bengalese finisce nel mezzo di una rissa: arrestato un tunisino, denunciato un marocchino gia’ espulso

Roma, rissa tra tunisino e marocchino: bengalese pestato

Rissa in pieno giorno al Giardino Nicola Calipari, all’Esquilino, a Roma: un 31enne di nazionalità bengalese è rimasto ferito al volto dopo essere stato coinvolto in una colluttazione tra due uomini. È successo nella tarda mattinata di ieri in piazza Vittorio Emanuele II, come riporta Libero.

Una pattuglia del II Gruppo Sapienza della Polizia Locale, con il supporto del Gssu (Gruppo Sicurezza Sociale Urbana), è intervenuta dopo una segnalazione di rissa nell’ambito dei controlli contro il degrado urbano nell’area dell’Esquilino. Al loro arrivo gli agenti hanno trovato il 31enne con evidenti ferite al volto.

L’uomo ha raccontato di essere stato coinvolto suo malgrado nella colluttazione tra altre due persone e di essere stato a sua volta aggredito. Dopo i primi soccorsi degli agenti è stato chiamato il personale sanitario, che lo ha trasportato in ospedale per accertamenti e cure.

I due uomini indicati come protagonisti della lite sono stati fermati e portati negli uffici del Gruppo di via Macedonia per l’identificazione. Dai controlli è emerso che uno dei due, un 40enne tunisino, era destinatario di un provvedimento di aggravamento della misura cautelare con ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Roma: è stato arrestato e trasferito nella Casa circondariale di Regina Coeli.

Il secondo fermato, un 40enne di nazionalità marocchina, era invece destinatario di un provvedimento di espulsione al quale non aveva ottemperato. Per lui è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria per violazione della normativa sull’immigrazione. Restano da chiarire le cause della lite: la Polizia Locale sta ancora ricostruendo la dinamica dell’episodio.

Un uomo con un ordine di espulsione mai eseguito che gira ancora liberamente per le strade di Roma, fino a finire in mezzo a una rissa in un giardino pubblico: è la fotografia di un sistema di rimpatri che in Italia funziona solo sulla carta. Non è la nazionalità dei protagonisti il problema: è lo Stato che firma provvedimenti di espulsione e poi non ha gli strumenti, o la volontà, di farli rispettare.