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Moglie di Siher indagata: chi è Sagia Hammoud

Sagia Hammoud, 32 anni, nata a Como da famiglia libanese e palestinese, indagata col marito per il Movimento 17 ottobre

Moglie di Siher indagata: chi è Sagia Hammoud

Si chiama Sagia Hammoud, ha 32 anni, è nata a Como ed è di origini libanesi e palestinesi. È la moglie di Youssef Siher, l’uomo fermato con l’accusa di terrorismo per il caso del “Movimento 17 ottobre”, e come lui risulta ora indagata per gli stessi reati.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, come riporta Secolo d’Italia citando l’Adnkronos, la coppia amministrerebbe insieme la chat Telegram e la pagina social del movimento, nato dopo le devastazioni che hanno colpito il centro di Milano. Hammoud resta indagata, mentre il marito è stato fermato con l’accusa di terrorismo.

Chi è Sagia Hammoud

Hammoud lavora come coordinatrice del servizio di mediazione linguistico-interculturale per l’Associazione Lachesi. Nella sua biografia pubblicata sul sito dell’associazione si definisce «libanese, palestinese e araba di appartenenza», e racconta di aver vissuto, oltre che a Como, a Valenciennes, Bruxelles e Beirut. Parla arabo, italiano, inglese e francese.

Nello stesso testo scrive di essere «appassionata di Palestina, lettura, scrittura, musica, collage, pittura e di tutte le forme d’arte politica che si possano concepire», e dedica un passaggio al concetto arabo di «Umma», la comunità, che lega all’idea di sostegno reciproco tra «le diverse membra di un unico grande organismo, la società».

A restituire la radicalità delle posizioni politiche della coppia è soprattutto un documento pubblicato su Instagram insieme al marito sulla morte di Ramy Elgaml, il diciannovenne morto durante un inseguimento dei carabinieri nel quartiere Corvetto di Milano nella notte tra il 24 e il 25 novembre 2024. Nel testo i due scrivono che «l’uccisione di Ramy da parte dello Stato rappresenta la punta di un iceberg», denunciando quella che definiscono una gestione repressiva delle periferie, dove «la presenza delle minoranze razzializzate viene sistematicamente criminalizzata».

Hammoud era già comparsa pubblicamente ai microfoni di CiaoComo, intervistata insieme alla psicologa Maria Gaffuri dell’associazione Lachesi sul tema dei minori stranieri non accompagnati, di cui — spiegava — circa l’88% accolti sono maschi.

Ora la procura dovrà stabilire quale ruolo abbia avuto davvero nella gestione dei canali del Movimento 17 ottobre e nelle accuse che pesano sulla coppia.

Una mediatrice pagata per fare da «ponte» con le istituzioni che online, secondo le accuse, amministrava insieme al marito i canali di un movimento ora sotto indagine per terrorismo: se confermato, è la prova che certi ambienti dell’attivismo pro Pal non si fermano alla protesta legittima ma scivolano nell’eversione, e che l’odio per lo Stato italiano viene coltivato anche da chi lavora, sulla carta, per integrare.