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Schlein contro il decreto sicurezza: «Basta scaricabarile»

Schlein boccia il dl sicurezza, chiede prevenzione e la convocazione dei sindaci: il governo tiene la linea della fermezza.

Salis boccia il decreto sicurezza: «Sfama la pancia del Paese». Dubbi su minori e famiglie

Elly Schlein boccia il decreto sicurezza varato dal Consiglio dei ministri dopo gli scontri di Milano e chiede al governo di convocare i sindaci italiani. Lo ha detto al forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Coldiretti, come riporta l’ANSA.

«La repressione non basta, altrimenti non saremmo al sesto dl sicurezza di fila», ha detto la segretaria del Pd, sostenendo che l’esecutivo abbia lavorato «solo sulla repressione e mai sulla prevenzione». Schlein ha citato Franco Gabrielli per mettere in dubbio l’efficacia del fermo preventivo esteso ai minorenni: «Se il fermo preventivo è una misura che non è stata efficace per i maggiorenni, come pensiamo che lo possa essere per i minorenni?».

La leader dem ha anche attaccato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, accusandolo di «scaricare le proprie» responsabilità sui sindaci invece di assumersele, a differenza — ha detto — del ministro francese che ha offerto le dimissioni a Macron. Ha poi rilanciato una proposta già nota: dirottare gli 800 milioni spesi per delle prigioni vuote all’estero verso l’assunzione di nuovi agenti delle forze dell’ordine.

Le misure del decreto

Il provvedimento approvato dal governo Meloni, otto articoli in tutto, introduce il nuovo reato di partecipazione violenta alle manifestazioni (articolo 420-bis del codice penale): fino a cinque anni di carcere per chi, in un gruppo di almeno cinque persone, usa bastoni, pietre o petardi mettendo a rischio l’incolumità pubblica. Pene fino a dodici anni per chi organizza o istiga alla violenza anche via social.

Cambia anche l’articolo 98 del codice penale: tra i 14 e i 18 anni la capacità di intendere e di volere sarà presunta fino a prova contraria, ribaltando l’onere della prova sulla difesa. Restano non imputabili gli under 14. Le famiglie dei minori coinvolti rischiano sanzioni da 500 a 1.000 euro, raddoppiate in caso di recidiva. Si amplia il fermo preventivo, fino a dodici ore anche fuori dai cortei, e viene esteso l’arresto in flagranza differita, grazie alle immagini delle telecamere.

Il ministro Luca Ciriani ha blindato il decreto senza sconti: «Non siamo di fronte a ragazzi ma a dei criminali che compiono azioni di vandalismo e devastazione», ha detto a Radiouno, come riporta Secolo d’Italia. «Se sei abbastanza grande per tirare un sampietrino in testa a un poliziotto, sei abbastanza grande per pagare le conseguenze, tutte fino in fondo: risarcire le spese e anche finire in galera, se necessario».

Schlein parla di prevenzione mentre a Milano i fermati includevano un undicenne, e nel frattempo continua a chiedere tavoli e convocazioni invece di misure concrete contro chi scende in piazza per devastare. Il governo intanto ha scelto una strada chiara: chi rompe paga, lui o chi lo ha messo al mondo. Non è scaricabarile: è la prima volta che qualcuno prova a far pesare le conseguenze anche su chi finora ha sempre guardato dall’altra parte.