Non si ferma il flusso di migranti provenienti dall’Algeria che tentano di sbarcare direttamente sulle spiagge affollate del sud Sardegna. Ieri si sono registrati due nuovi episodi, a pochi giorni di distanza dal grave incidente di Chia, quando una ragazza in acqua era stata travolta da un barchino a Ferragosto.
Intorno alle 15, come riporta Secolo d’Italia, un barchino con otto migranti a bordo è arrivato a velocità sostenuta verso la spiaggia dello stabilimento El Tiburon Beach, a Santa Margherita di Pula, in provincia di Cagliari. Secondo quanto raccontato da alcuni presenti all’Adnkronos, i bagnanti sono accorsi verso l’imbarcazione che si avvicinava alla battigia, minacciando gli occupanti. Di fronte alla reazione della folla lo scafista ha invertito la rotta ed è ripartito a tutta velocità in direzione di Cagliari.
Sul posto si è scatenata quella che i testimoni descrivono come una vera rivolta: urla, richiami allo scafista, persone che hanno tentato di sbarrare la strada al barcone in mare per impedirgli di avvicinarsi ulteriormente. “Stava per succedere un altro incidente come quello di Tuarredda”, ha raccontato un bagnante presente alla scena, riferendosi all’episodio del 16 agosto scorso, quando una turista che faceva il bagno fu travolta da un’imbarcazione di migranti, riportando gravissime ferite e rischiando di annegare.
Poco distante, a Tuerredda, un gruppo di una decina di stranieri è invece riuscito ad approdare: la prua dello scafo ha puntato dritta verso gli scogli mentre si trovava a poca distanza dalla riva, in un tratto di costa affollato da centinaia di sardi e turisti in spiaggia. Una volta a terra, i nordafricani hanno abbandonato il natante e si sono allontanati a piedi, cercando di far perdere le proprie tracce.
Il nostro giudizio
Non è più emergenza, è un copione che si ripete ogni giorno sulle stesse spiagge, con gli stessi rischi per chi ci va solo a fare il bagno. Che siano i bagnanti a doversi organizzare per fermare uno scafo lanciato a tutta velocità dice tutto sul vuoto lasciato dallo Stato su quel tratto di costa. Gli scafisti che rischiano la pelle degli altri per far sbarcare chi trasportano vanno arrestati e processati, non lasciati liberi di ripartire verso il porto successivo.



