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Senegalese violenta donna a Cervia, il PD chiede: “Meloni lo rimpatri”

Arrestato a Cervia un 28enne senegalese con precedenti per tentata violenza sessuale: il PD locale chiede più rimpatri a Meloni

Senegalese violenta donna a Cervia, il PD chiede: "Meloni lo rimpatri"

Un cittadino senegalese di 28 anni, senza fissa dimora e con precedenti di polizia, è stato arrestato a Cervia con l’accusa di tentata violenza sessuale. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, l’uomo ha avvicinato una donna ultraquarantenne intorno alle 4.30 del mattino mentre camminava verso il centro, trascinandola poi in un parco e immobilizzandola a terra.

A far scattare l’allarme è stata una residente che ha sentito le urla della vittima. Quando i militari sono arrivati sul posto, hanno trovato il 28enne ancora sopra la donna. L’uomo è fuggito a piedi, ma è stato bloccato poco dopo da una pattuglia del Radiomobile.

La gip Federica Lipovscek ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere. Il giovane, davanti al giudice, ha scelto di non rispondere.

Il paradosso del PD

Fin qui la cronaca. Poi arriva la politica, e con essa il colpo di scena. Come riporta Nicola Porro, il PD di Cervia ha attaccato il governo Meloni proprio sul fronte dei rimpatri, accusando “le destre al governo nazionale” di fare “propaganda securitaria fatta più di slogan elettorali che di fatti concreti” e di fallire nella gestione dei rimpatri dei soggetti pericolosi. “Lo Stato deve fare la sua parte”, hanno scritto i dem locali.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ribadito più volte che l’aumento dei rimpatri è una priorità dell’esecutivo, sottolineando la necessità di “allontanare un immigrato pericoloso e che non rispetta le nostre leggi”. Il governo rivendica il rafforzamento delle espulsioni e degli strumenti per renderle più efficaci.

Il dettaglio che il PD di Cervia dovrebbe ricordare meglio è che ogni volta che questo governo ha provato a rendere più rapidi ed efficaci i rimpatri, dai decreti sicurezza ai centri per il rimpatrio, la sinistra ha gridato alla disumanità, ha fatto le barricate in Parlamento, ha portato le proteste nei tribunali. Oggi che un senegalese con precedenti finisce in carcere per aver tentato di violentare una donna nella loro città, gli stessi che hanno sempre remato contro chiedono allo Stato “di fare la sua parte”.

Non è coerenza, è imbarazzo elettorale mascherato da indignazione. Quando il problema bussa alla porta di casa, anche chi per anni ha difeso l’accoglienza senza se e senza ma scopre improvvisamente che i rimpatri servono. Peccato che lo abbia scoperto solo oggi, e solo a Cervia.