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Spagna, stupri: il governo non sa quanti sono di immigrati irregolari

Il ministero dell’Interno spagnolo ammette: non esiste una statistica sui reati sessuali commessi da irregolari

Spagna, stupri: il governo non sa quanti sono di immigrati irregolari

Il governo di Pedro Sánchez ammette di non sapere quanti immigrati irregolari abbiano commesso reati sessuali in Spagna nel 2026. Lo ha messo nero su bianco il ministero dell’Interno in una risposta parlamentare alle deputate di Vox María de los Reyes Romero, Rocío Aguirre e Rocío de Meer, che avevano chiesto dati precisi su nazionalità e status amministrativo degli autori di questi reati. Le tre parlamentari avevano presentato una serie di interrogazioni scritte al Congresso dopo aver denunciato l’andamento di stupri e aggressioni sessuali nel Paese. Secondo i dati citati nella loro iniziativa, gli stupri sarebbero aumentati del 3,8% a livello nazionale e i reati contro la libertà sessuale dell’1,1% rispetto all’anno precedente. A Siviglia, sostenevano, gli stupri sarebbero triplicati, con una media di uno ogni quattro giorni. Le deputate chiedevano quale percentuale dei reati contro la libertà sessuale e delle violenze sessuali con penetrazione fosse stata commessa da immigrati irregolari nel 2026, quanti fossero stati espulsi dalla Spagna e per quali motivi chi non era stato espulso restasse comunque sul territorio nazionale dopo aver commesso questi reati. Chiedevano inoltre dati sugli stupri di gruppo e sulla nazionalità dei coinvolti. Il ministero dell’Interno, riporta OKdiario, ha risposto senza fornire alcuna cifra. Il Sistema Statistico della Criminalità (SEC), che raccoglie i dati dell’attività di polizia, «non distingue tra persone di nazionalità spagnola», a prescindere da quando questa sia stata acquisita, e non registra il Paese di origine precedente. Anche lo status amministrativo delle persone coinvolte non rientra tra le variabili statistiche del SEC in materia di criminalità registrata. Di conseguenza, l’Interior non è in grado di fornire la percentuale di reati sessuali commessi da immigrati irregolari. Sull’aumento dei reati contro la libertà sessuale, il governo attribuisce il dato a «diversi fattori concorrenti»: maggiore sensibilizzazione sociale, rafforzamento dei meccanismi istituzionali di supporto alle vittime, crescente fiducia nelle istituzioni e minore tolleranza sociale verso questi comportamenti, elementi che favorirebbero più denunce. Il ministero segnala inoltre livelli ancora rilevanti di reati non denunciati e cita il Piano Strategico per la Prevenzione delle Violenze Sessuali 2023-2027, approvato nel 2023 con 59 misure e la creazione dell’Ufficio Nazionale contro le Violenze Sessuali (ONVIOS). Un governo che tiene un piano con 59 misure sulla carta ma non sa dire quanti irregolari violentano non è uno Stato che monitora il fenomeno: è uno Stato che ha scelto di non volerlo sapere. Non registrare la variabile non è un limite tecnico, è una decisione politica precisa, ed è la stessa scelta che consente a chi non ha titolo per stare in Spagna di restarci anche dopo aver commesso un reato sessuale, senza che nessuno debba renderne conto con un numero.