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Trieste, la questura vieta il cibo ai migranti in piazza stazione

A Trieste la questura blocca nel weekend la distribuzione di pasti e assistenza ai migranti in piazza della stazione

Trieste, la questura vieta il cibo ai migranti in piazza stazione

La questura di Trieste ha vietato per sabato e domenica la distribuzione di pasti e l’assistenza ai migranti nella piazza della stazione cittadina. Il divieto, come riporta Repubblica, impedisce nel weekend l’erogazione di assistenza sociale, legale e la distribuzione di cibo e beni di prima necessità nell’area.

A essere colpita dal provvedimento è l’associazione Linea d’ombra, insieme ad altre realtà della società civile triestina che da tempo operano nella piazza antistante lo scalo ferroviario.

La motivazione fornita dalla questura, secondo quanto ricostruito da Repubblica, è la necessità di “garantire le attività di intrattenimento e svago” nella piazza durante il weekend. Il provvedimento sospende quindi, per due giorni, le attività di supporto che vengono normalmente svolte sul posto.

Le associazioni locali, tra cui Linea d’ombra, forniscono in quell’area assistenza di base: pasti, vestiti, informazioni legali e sanitarie.

Il provvedimento della questura, limitato al weekend, interrompe temporaneamente questo tipo di attività, lasciando scoperta l’assistenza nei due giorni in cui, secondo le fonti, la piazza sarebbe destinata a ospitare eventi di intrattenimento.

Una piazza non può servire contemporaneamente da salotto per lo svago cittadino e da terminal a cielo aperto per chi arriva irregolarmente e vi si accampa in attesa di proseguire il viaggio: la questura ha scelto di tutelare il primo uso, e ha fatto bene. Chi gestisce l’accoglienza spontanea in piazza non ha alcun titolo per imporre alla collettività la convivenza forzata con un presidio permanente di migranti, né per trasformare lo spazio pubblico in un campo profughi informale a tempo indeterminato. Se l’assistenza è necessaria, la sede è un centro, non il marciapiede davanti ai binari.