Il dipartimento di Stato americano ha annunciato la revoca di migliaia di visti turistici e d’affari a stranieri che, dopo essere entrati negli Stati Uniti con quei permessi, hanno presentato domanda d’asilo restando poi sul territorio. Secondo quanto riportato da alcuni media, i casi coinvolti potrebbero arrivare a 200mila.
Il provvedimento riguarda i visti B1, per i viaggi d’affari, e B2, per turismo, visite familiari o cure mediche. Chi li richiede deve dichiarare l’intenzione di tornare nel proprio Paese al termine del soggiorno. Il portavoce del dipartimento di Stato, Tommy Pigott, portavoce del segretario di Stato Marco Rubio, ha spiegato che questi visti «sono destinati a persone che intendono tornare a casa» e che «richiedere un visto per poi presentare domanda d’asilo è una frode, e costituisce un motivo per la revoca del visto».
Pigott non ha voluto indicare il numero esatto di persone coinvolte, definendo il processo «in corso» e precisando che la cifra crescerà «in modo dinamico». Ha anche ricordato che un visto è «un privilegio, non un diritto».
Per chi viaggia dalla Germania negli Stati Uniti per soggiorni fino a 90 giorni non serve il visto ma basta l’autorizzazione elettronica Esta, richiesta online prima della partenza. Per soggiorni più lunghi servono invece il visto B1 o B2, a pagamento, da richiedere tramite i consolati o l’ambasciata americana.
Da quando Trump è tornato alla Casa Bianca, nel gennaio 2025, la sua amministrazione ha inasprito in modo netto la linea sull’immigrazione, con misure che hanno colpito centinaia di migliaia di persone presenti negli Stati Uniti, sia in modo irregolare che regolare.
In parallelo, il dipartimento per la Sicurezza Nazionale ha annunciato anche una stretta sui visti per i giornalisti stranieri: i permessi per i corrispondenti, finora validi fino a cinque anni, dureranno al massimo 240 giorni. Anche in questo caso il governo americano parla di lotta alle frodi. La norma, annunciata già alla fine dell’estate 2025, entrerà in vigore dal 15 settembre 2026, secondo quanto riporta la Welt.
Il nostro giudizio
Chi entra dichiarando di essere un turista o un uomo d’affari e poi si trasforma in richiedente asilo ha ingannato lo Stato che lo ha accolto: è una frode bella e semplice, non una scappatoia legittima. Washington fa quello che l’Europa continua a non fare: colpisce l’abuso, non lo asseconda in nome di un buonismo che nessuno ha votato. L’Italia dovrebbe guardare a questa linea senza vergognarsene.



