Donald Trump ha chiesto all’Ucraina di cambiare leadership. Lo ha fatto parlando con i giornalisti prima di partire per il Tennessee: secondo il presidente americano è arrivato il momento che Kiev elegga un nuovo leader, qualcuno in grado di chiudere un accordo. Di Volodymyr Zelensky ha detto che avrebbe potuto porre fine al conflitto in molte occasioni e che oggi, invece, vuole creare problemi al mondo.
Da dove nasce lo scontro
Le parole arrivano dopo la decisione di Washington di revocare le sanzioni sulle esportazioni di gasolio russo, una mossa che Kiev ha criticato apertamente. Secondo i negoziatori ucraini quella revoca garantirà a Mosca nuove risorse per continuare la guerra.
Trump ha spiegato la sua posizione con un argomento interno: avrebbe chiesto a Zelensky di non colpire le raffinerie russe perché il contraccolpo sui prezzi ricade sugli agricoltori americani. «Fai quello che vuoi, ma non colpire il gasolio», è la frase che ha riferito di avergli detto.
Il tavolo di Miami chiuso in anticipo
Sul piano diplomatico la settimana si era già messa male. A Miami era in corso un incontro tra gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner e i negoziatori ucraini ed europei, previsto per due giorni: si è chiuso prima del tempo, per decisione della delegazione di Kiev. Sul tavolo c’era una proposta di de-escalation che il Cremlino ha definito, per alcuni aspetti, «sensata».
In Ucraina la legge marziale, in vigore dall’inizio dell’invasione russa, sospende lo svolgimento delle elezioni. La richiesta di un nuovo leader avanzata da Washington si scontra quindi, prima ancora che con la politica, con il quadro giuridico in cui il Paese si trova da anni. (Fonte: Ansa)



