Matteo Salvini è andato a Padova, davanti alla moschea di via Turazza, per dire no alla Camera arbitrale islamica nata in città. «Questo è un momento importante perché si è qui per dire no alla Sharia e al tribunale islamico», ha esordito. «La Sharia è una legge barbara. La Sharia è incompatibile con la Costituzione italiana, è un ritorno al passato», ha detto il leader della Lega. «Siamo a Padova, siamo in Veneto, siamo in Italia: ci sono le nostre leggi. La legge che vale è quella italiana». (Fonte: il Mattino di Padova)
La moschea di via Turazza
Il vicepremier ha puntato il dito anche contro il Comune: secondo Salvini, la moschea di via Turazza, ricavata in un locale commerciale che in passato ospitava una galleria d’arte, è abusiva e andava chiusa da anni. Nel mirino anche il centro islamico della Stanga. «Le regole valgono per tutti: valgono per i cattolici, per gli ebrei, per i buddisti», ha aggiunto.
La Camera arbitrale islamica di Padova è al centro delle polemiche da inizio ottobre, quando è emerso il progetto di un organismo che si propone di risolvere controversie tra fedeli secondo i principi del diritto islamico. (Leggi anche: A Padova il tribunale islamico)
Marcato candidato sindaco
Accanto a Salvini c’erano l’eurodeputata Anna Maria Cisint, da settimane in prima linea contro la Camera arbitrale, e Roberto Marcato, che il leader della Lega ha presentato come candidato ufficiale del partito alle prossime amministrative di Padova. «Spero non solo della Lega ma dell’intero centrodestra», ha detto Salvini, definendolo «il miglior candidato e il miglior sindaco possibile» per la città.



